Collezionismo di francobolli nell'era del Turul: la linguella e un mondo senza taschine
Nel periodo classico dei francobolli Turul, dall'inizio del 1900 fino al 1913, le condizioni tecniche del collezionismo erano ben lontane da quelle odierne. In quest'era, le taschine protettive in plastica senza plastificanti e i supporti moderni (tipo Hawid) non esistevano ancora. Per i collezionisti, l'unico metodo per fissare i francobolli era la cosiddetta linguella (falc), ossia una striscia di carta gommata.
La linguella è una sottile striscia di carta traslucida dotata di gomma arabica che, una volta inumidita, veniva incollata sul retro del francobollo e poi sulla pagina dell'album. Poiché i francobolli Turul all'epoca erano francobolli ordinari „attivi”, i collezionisti consideravano naturale questo metodo di fissaggio, senza calcolare che l'adesivo avrebbe lasciato un segno sulla gomma originale.
La pietra angolare della classificazione: il significato delle stelle
La letteratura filatelica e i cataloghi fanno quindi una netta distinzione tra lo stato di conservazione dei francobolli. Poiché fino al 1913 quasi tutti i francobolli nuovi venivano fissati con la linguella, la valutazione delle rarità dell'epoca si presenta come segue:
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* (Una stella): Francobollo con linguella o traccia di linguella. Sul retro è visibile il segno dell'incollatura o il residuo della linguella stessa. Il 95% delle collezioni del periodo Turul è giunto a noi in questo stato.
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** (Due stelle): Francobollo nuovo, senza linguella, con gomma originale integra (MNH). Per quest'epoca è estremamente raro, poiché si sono conservati così solo gli esemplari rimasti accidentalmente in fogli interi o mai inseriti negli album.
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o (Anello/Cerchio): Esemplare usato (annullato). In questo caso l'uso della linguella è meno critico, poiché il francobollo ha già svolto il suo servizio postale, ma i collezionisti preferiscono comunque un retro pulito.
Oggi sappiamo che, a causa della mancanza di fogli protettivi trasparenti, la gommatura dei francobolli Turul ha spesso risentito della conservazione. La „traccia di linguella” rimasta dopo la sua rimozione è ancora oggi il più importante fattore di svalutazione. Chi cerca oggi una serie Turul precedente al 1913 in stato completamente integro (**) deve essere pronto a pagare più volte il valore di catalogo per questa autentica rarità.
L'incontro tra chimica e filatelia: perché non c'erano alternative alla linguella?
Per comprendere le abitudini dei collezionisti nell'era del Turul (1900-1913), dobbiamo renderci conto che le moderne plastiche e i materiali da imballaggio nel senso attuale esistevano a malapena persino nei laboratori. I collezionisti non usavano le linguelle perché non si curavano dell'integrità del francobollo, ma perché non avevano a disposizione alcun supporto neutro e trasparente.
La cronologia del cellophane e delle materie plastiche:
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Il cellophane (1908–1912): Il chimico svizzero Jacques E. Brandenberger brevettò il cellophane nel 1908, ma la produzione industriale e la diffusione commerciale iniziarono solo dopo il 1912. Prima che il cellophane potesse raggiungere i collezionisti di francobolli, l'era classica della serie Turul era già conclusa. Inoltre, il cellophane primitivo era ancora acido e incline a restringersi, causando alla carta più danni della linguella.
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Il PVC e le plastiche morbide (anni '20 e '30): Il materiale di base dei classificatori odierni, il cloruro di polivinile (PVC), divenne applicabile industrialmente solo a metà degli anni '20 (grazie al lavoro pionieristico di Waldo Semon), ma il suo utilizzo filatelico esente da plastificanti avrebbe richiesto ancora decenni.
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La taschina protettiva moderna (fine anni '40): Le bustine tipo „Hawid” che proteggono il retro dei francobolli senza richiedere incollaggio e le pellicole protettive a base di polistirene apparvero sul mercato solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla fine degli anni '40.
In sintesi: Quando un collezionista nel 1905 inseriva un francobollo Turul da 12 fillér nel suo album, la linguella era la tecnologia di punta disponibile. La carta e la gomma arabica erano materiali naturali, mentre le pellicole chimicamente neutre oggi in uso appartenevano allora alla categoria della fantascienza. Guardiamo quindi con rispetto ai pezzi con tracce di linguella: sono i testimoni di una limitazione tecnica ultracentenaria.
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